Il Nome

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JAN AMOS KOMENSKY (COMENIO)

La scelta del moravo Comenio (nome umanistico italianizzato per Jan Amos Komensky, 1592-1670) al quale intitolare la scuola è dovuta al fatto che egli fu, al tempo stesso, un grande pedagogista e il primo teorico dell’apprendimento delle lingue; il suo nome, perciò, sintetizza efficacemente i due indirizzi attualmente presenti nell’istituto: il liceo linguistico e il liceo delle scienze umane.

Inoltre, non soltanto nella città di Napoli, ma nell’intera Campania non esiste alcun istituto scolastico che abbia questo nome, malgrado la rilevante statura europea del personaggio – dimostrata, tra l’altro, dalla denominazione “Comenius” scelta per i progetti linguistici dell’Unione Europea.

CENNI BIOGRAFICI

Comenio nacque a Nivnice (Moravia), nel 1592.

Nato da una famiglia appartenente all’Unione dei Fratelli Boemi (di cui fu ministro a partire al 1618), allo scoppio della guerra dei Trent’Anni venne esiliato e perseguitato. Condusse una vita errante per tutta l’Europa, in Polonia, Svezia, Ungheria e Olanda. Morì ad Amsterdam nel 1670.

Le sue opere più importanti sono: Janua linguarum reserata (1628-31), un manuale per l’apprendimento delle lingue, nel quale veniva attuato il principio teorico del parallelismo tra  parole e cose significate; Orbis rerum sensualium pictus (1654), un manuale illustrato per imparare a leggere, collegando le parole alle immagini; Didactica magna (1657), che fu probabilmente il primo tentativo di sistematizzazione generale della pedagogia.

I principi della pedagogia di Comenio, e della sua didattica delle lingue, sono i seguenti:

1)      Parole e cose: L’educazione deve basarsi sulle cose, non sulle parole; pertanto, nessuna parola deve essere appresa senza che ne venga appreso, contemporaneamente, il significato, cioè l’oggetto concreto al quale il termine si riferisce. Ove ciò non accada, il prodotto dell’educazione non sarà la formazione di “uomini”, ma di “pappagalli”;

2)      Immagini e concetti: L’apprendimento non deve essere basato su concetti astratti, ma su immagini concrete; di qui l’uso di manuali illustrati per l’apprendimento contemporaneo di più lingue;

3)      Pansofia: L’apprendimento deve essere universale; cioè, bisogna insegnare tutto a tutti, senza distinzioni di sesso né di classe sociale, utilizzando un metodo dilettevole;

4)      Programmare l’insegnamento: è necessario stabilire con ordine gli obiettivi e i mezzi per raggiungerli, affinché l’insegnamento sia efficace;

5)      Apprendimento graduale, naturale, ciclico: oltre all’universalità, occorre garantire che le tappe dell’apprendimento rispettino lo sviluppo intellettuale dell’individuo nelle diverse età della sua vita, senza forzature e imposizioni (apprendimento graduale e naturale). In ogni ordine e grado di scuola (materna, da 0 a 6 anni; vernacola, da 6 a 12 anni; scuola di latino, da 12 a 18 anni; accademia, da 18 a 24 anni), si insegneranno le stesse cose, approfondendole sempre di più, così da renderle via via più complesse (apprendimento ciclico).

Pertanto, per i principi ai quali fu improntata la vita e l’opera di Comenio (tolleranza religiosa, idea dell’infinita perfettibilità umana, convinzione del potere che una retta educazione può esercitare sull’uomo e sulla società), abbiamo ritenuto particolarmente appropriata l’intitolazione a Comenio del nostro liceo.


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